Gatti

A casa di mia zia ci sono sempre stati i gatti. Il primo che ricordo è Tigran: un bel gattone tigrato con gli occhi gialli che se ne stava tutto il giorno sulla poltrona. Poi un giorno è sparito e non si è rivisto più..secondo nonna è stato ammazzato dalla vicina.

Poi è stata la volta di Fiocco: aveva il pelo lungo a chiazze bianche e grigie, non mi è stato mai simpatico.. e ha finito il resto dei suoi giorni in un gattile, che brutta cosa.

Un giorno zio tornò a casa con una gatta trovata spiaccicata sulla strada, Ovolina (a quel tempo zio lavorava per una ditta di uova, non ho mai capito i suoi lavori) una gatta pezzata: bianca marrone e rossiccia.Ovolina poi è stata ribattezzata con un nome più decente: Marta. Nonostante il ferro nella zampa posteriore Marta riprese la sua agilità e diede alla luce 3 splendidi mici.

Ricordo che facemmo ad estrazione per dare il nome ai gattini: Marx, Ginger e Prugna.

Marx era bianco e rosso, con una voce fioca e a scatti.Andò alla moglie di un pescivendolo e non si ebbe più notizie.

Ginger aveva gli stessi colori della madre e ricordo che aveva la coda perennemente gonfiata, con il pelo sempre ritto. La regalammo a un mio compagno delle elementari: Damiano, il ragazzetto ciccione che a scuola vomitava sempre. Adesso Ginger se ne sta in campagna,fra i campi e i topi.. o almeno così stava qualche tempo fa.

E infine Prugna: la gattina nera con gli occhi gialli tanto voluta da zia. Penso che Prugna sia stata la prima gatta a cui io abbia voluto veramente bene, e glie ne voglio tutt’ora. Forse perchè l’ho vista nascere e ho passato pomeriggi interi con lei, nella chiostra di nonna, ad acchiappare le mosche e a giocare con lo spago.

Il mio rapporto con i gatti tuttavia è di odio/amore: da una parte l’incomprensione del comportamento (ma perchè devono muovere a scatti la coda e ficcare le unghie nelle ginocchia quando li accarezzi?), dall’altra il mio amore verso tutti i quadrupedi.

Gattiultima modifica: 2004-04-28T10:22:28+02:00da ele.naa
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